
In Italia nei salumi cotti o crudi, è consentita l’aggiunta di sostanze, additivi chimici e non, che svolgono funzioni diverse da quelle conservanti, quali:
- POLIFOSFATI additivi che impediscono un eccessivo essiccamento dei salumi, mantenendo costante il contenuto d’acqua.
- ACIDO ASCORBICO, un antiossidante per favorire la stagionatura.
- GLUTAMMATO MONOSODICO E AROMI NATURALI, aggiunti ai salumi per esaltarne il sapore, soprattutto in quelli di scarsa qualità.
- ZUCCHERO, per accelerare il processo fermentativo da parte dei microrganismi.
- VINO, che svolge una funzione simile allo zucchero, dando aroma
- POLVERE DI LATTE E CASEINATI, per favorire la coesione dell’impasto e simulare una stagionatura in salumi ancora freschi.
Questi conservanti vengono aggiunti per 3 motivi:
- Impedire lo sviluppo di un microrganismo particolarmente pericoloso per l’uomo, il botulino.
- Per stabilizzare e conservare il colore vivo delle carni.
- Garantire una regolare maturazione, quando viene impiegato poco sale e pepe.
Oggi qualche produttore, ha eliminato i nitrati e i nitriti nei propri salumi; speriamo che tanti altri seguano il loro esempio.
Attenzione quindi quando acquistate i salumi, controllate sempre l’etichetta, accertandovi che siano esenti da additivi potenzialmente pericolosi.
In una corretta alimentazione, l’uso dei salumi dovrebbe essere limitata, preferendo quelli con pochi grassi, tipo la bresaola o il prosciutto crudo e sempre accompagnati da verdure crude.
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