Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta Spiritualità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Spiritualità. Mostra tutti i post

lunedì 27 maggio 2013

I Chakra



1° CHAKRA
Chiamato anche chakra della radice, è localizzato alla base della spina dorsale, nella zona tra l’ano e gli organi sessuali (il perineo). Questo chakra è collegato al radicamento, alla sfera più materiale della nostra vita, quando è in equilibrio dona sicurezza, stabilità, fiducia in sé stessi.
Per riequilibrare questo chakra concentriamoci sulla zona del perineo e pensiamo intensamente al colore rosso, visualizziamo le radici degli alberi.
Colore: rosso.
Verbo: “Io ho”.
Numero di petali: 4.
Senso: olfatto.
Disfunzioni: sistema scheletrico, sistemi di eliminazione
(reni, vescica, ultimo tratto dell’intestino, sudorazione). Sistema linfatico, arti inferiori, naso, denti e gengive.
Segni zodiacali: ariete, capricorno, scorpione, toro.
Pianeti: saturno, terra.
Metallo: piombo.
Cristalloterapia: agata, corallo rosso, diaspro rosso, granato, onice nero, rubino.
Aromaterapia: cedro, chiodi di garofano, lavanda, patchouli.
Mantra: lam.

2° CHAKRA
È localizzato nella parte bassa dell’addome. Questo chakra è collegato al rapporto con la sessualità, alla capacità di sentire emozioni e regola il nostro rapporto con il cibo, quando è in equilibrio dona la capacità di comprendere ciò che il nostro corpo e la nostra mente hanno bisogno, per nutrirsi nel modo corretto.
Per riequilibrare questo chakra concentriamoci sulla zona del ventre e pensiamo intensamente al colore arancione, visualizziamo dell’acqua...un torrente, un lago, il mare.
Colore: arancione.
Verbo: “Io voglio”.
Numero di petali: 6.
Senso: gusto.
Disfunzioni: area della sessualità, capacità e volontà di generare, permettersi di sentire e vivere le emozioni, rappresenta la corretta comunicazione tra corpo, desideri e spirito. Stress nell’area della sessualità, della procreazione e del cibo.
Segni zodiacali: bilancia, cancro, scorpione.
Pianeta: luna.
Metallo: stagno.
Cristalloterapia: ambra, aragonite, citrino, corallo, cristallo di roccia, diaspro, opale bianco, topazio.
Aromaterapia: ambra, muschio, sandalo, ylang-ylang.
Mantra: vam.

3° CHAKRA
È localizzato nella parte del torace sotto il diaframma. Quando questo chakra è in equilibrio ci sentiamo liberi di essere semplicemente noi stessi, senza maschere. Non giudichiamo, non tendiamo a “controllare” e non abbiamo timore dei giudizi altrui.
Per riequilibrare questo chakra concentriamoci sulla zona del plesso solare e pensiamo intensamente al colore giallo, visualizziamo un braciere con del fuoco, aiutiamoci accendendo una piccola candela.
Colore: giallo.
Verbo: “Io vedo”.
Numero di petali: 10.
Senso: vista.
Disfunzioni: sistema muscolare, pelle, sistema digerente, occhi.
Segni zodiacali: leone, sagittario, vergine.
Pianeti: marte, sole.
Metallo: ferro.
Cristalloterapia: ambra, calcite gialla, occhio di tigre, pirite ferrosa, quarzo citrino, topazio giallo.
Aromaterapia: bergamotto, lavanda, rosa, rosmarino.
Mantra: ram.

4° CHAKRA
È localizzato al centro del petto. Questo chakra è collegato all’aspetto delle relazioni con le persone che ci sono più vicine, quando è in equilibrio ci sentiamo amati e siamo in grado di ricambiare questo sentimento in modo assolutamente incondizionato.
Per riequilibrare questo chakra concentriamoci sul centro del nostro petto e pensiamo intensamente al colore verde, visualizziamo alberi e prati.
Colore: verde (e rosa).
Verbo: “Io amo”.
Numero di petali: 12.
Senso: tatto.
Disfunzioni: sistema immunitario, sistema circolatorio, sistema respiratorio.
Segni zodiacali: bilancia, leone.
Pianeta: venere.
Metallo: rame.
Cristalloterapia: avventurina, giada verde, quarzo rosa, smeraldo, tormalina rosa.
Aromaterapia: rosa.
Mantra: yam.

5° CHAKRA
È localizzato alla base della gola. Questo chakra è collegato all’espressione di noi stessi, al nostro rapporto con la comunicazione e alla capacità di manisfestare i nostri desideri e obiettivi. Comunicare significa anche ascoltare, quando è in equilibrio dona quindi intuito, fiducia, capacità comunicative, facilità nei rapporti.
Per riequilibrare questo chakra concentriamoci sulla zona della gola e pensiamo intensamente al colore blu, visualizziamo il cielo.
Colore: azzurro, blu
Verbo: “Io parlo”.
Numero di petali: 16.
Senso: udito.
Disfunzioni: metabolismo, gola, collo, spalle, mani e braccia.
Segni zodiacali: acquario, gemelli, toro.
Pianeta: mercurio.
Metallo: mercurio.
Cristalloterapia: acquamarina, lapislazzuli, sodalite, turchese, zaffiro.
Aromaterapia: eucalipto, muschio bianco, patchouli, salvia.
Mantra: ham.

6° CHAKRA
È localizzato in mezzo agli occhi, tra le sopracciglia, è chiamato anche “terzo occhio”. Questo chakra è collegato alle nostre facoltà psichiche, quando è in equilibrio dona intuito, conoscenza, saggezza e capacità di accettare.
Per riequilibrare questo chakra concentriamoci sulla zona del terzo occhio e pensiamo intensamente al colore indaco, visualizziamo un cielo stellato.
Colore: indaco.
Verbo: “io vedo”.
Numero di petali: 2.
Senso: vista.
Disfunzioni: sistema endocrino, fronte e tempie.
Segni zodiacali: acquario, pesci, sagittario.
Pianeti: giove.
Metallo: argento.
Cristalloterapia: ametista, azzurrite, fluorite blu, perla, quarzo, zaffiro.
Aromaterapia: gelsomino, menta.
Mantra: om.

7° CHAKRA
Chiamato anche chakra della Corona. È localizzato alla sommità del capo. Questo chakra è collegato alla percezione di sé, alla capacità di autoriconoscimento rispetto al mondo circostante, rappresenta la nostra anima.
Per riequilibrare questo chakra impariamo a meditare nel silenzio.
Colore: viola.
Verbo: “Io so”.
Numero di petali: 1.000.
Senso: coscienza, pensiero.
Disfunzioni: sistema nervoso, cervello, testa.
Segni zodiacali: capricorno, pesci.
Pianeti: nettuno, urano.
Metallo: oro, pietra filosofale.
Cristalloterapia: ametista, cristallo di rocca, diamante, giada bianca, quarzo Ialino, tormalina bianca.
Aromaterapia: ambra, bergamotto, incenso, loto, rosmarino, violetta.
Mantra: silenzio assoluto.
di: l'altra medicina

lunedì 23 gennaio 2012

Surmenage: lo stress da iper attivita' come combatterlo

Alcune persone affrontano tutte le attività quotidiane, sia personali che lavorative con uno spirito iperattivo. Questa iperattività produce uno stato di stress costante, con tutte le conseguenze del caso. ecco qualche consiglio per superarlo e vivere meglio.
Lo stress da surmenage
Colpisce tutte le persone iper reattive aumentando tutte le reazioni biochimiche legate allo stress. rimando la lettura di questa guida per approfondimenti sullo stress. concentriamoci ora su semplici accorgimenti che possono ridurre lo stress sia fisico che mentale.
Consigli fai da te per combattere lo stress
Se lo stress non è causato da iperattività sportiva, è utile fare una camminata a contatto con la natura.
Fare quotidianamente un bagno con mezzo kg di sale marino (meglio se integrale). L' acqua calda ed il sale aiutano a distendere le tensioni causate dallo stress
Anche il nostro corpo, sempre isolato da terra necessita di scaricarsi e ripristinare l' equilibrio elettrico. Mettetevi per un minuto la giorno a piedi nudi su una lastra di rame. Se non possedete una lastra di rame, per scaricarsi è sufficiente toccate un rubinetto metallico.
Trattamenti naturopatici
Oligoelementi: oro-rame- argento in fiala alla mattina a digiuno
Coenzima Q10 e complesso di vitamine B
Vitamina C e bioflavonoidi
e senza trascurare l' aspetto mentale
Rilassare la mente è fondamentale. Possono aiutare lo Yoga o il training autogeno

Tratto da: http://www.naturopataonline.org

lunedì 16 gennaio 2012

Incensi: le piante da cui si ricavano rischiano di estinguersi

Il regalo più antico e biblico del Natale è a rischio. La produzione di incenso subirà un forte declino nel corso dei prossimi decenni e tra quindici anni potrebbe essere già dimezzata. Sono infatti a rischio di estinzione le principali specie vegetali dalle cui resine si ricava questa sostanza profumata utilizzata e commerciata fin dall’antichità. Si tratta delle piante arbustive appartenenti al genere Boswelia, diffuse particolarmente nel Corno d’Africa e nella Penisola Arabica.
La notizia giunge da uno studio pubblicato negli ultimi giorni dal Journal of Applied Ecology, rivista della British Ecological Society. Gli esperti hanno monitorato tredici aree, di circa due ettari ciascuna, situate nel nord est dell’Etiopia ed interessate dalla presenza di arbusti della specie Boswelia, studiando per due anni la capacità di crescita, riproduzione e sopravvivenza di ciascuna pianta, con particolare attenzione a quegli esemplari il cui tronco era stato inciso per l’estrazione della resina.
Ciò che è emerso è il fatto che il rischio di estinzione di tale specie vegetale non sia tanto dovuto alle operazioni legate alla necessità di ricavare l’incenso, quanto ad altri fattori che comportano il danneggiamento degli arbusti. Nei loro tronchi viene infatti praticata un’ incisione solamente superficiale, che non sembra essere la causa principale della loro futura estinzione.
A mettere in pericolo la Boswelia sarebbero soprattutto gli incendi e gli attacchi da parte degli insetti, in particolare di un coleottero della famiglia dei Cerambicidi, che è solito deporre le proprie uova proprio al di sotto della corteccia di questi alberi. Anche il bestiame da pascolo giocherebbe la propria parte nel danneggiarne tronco e corteccia.
Un’ulteriore difficoltà deriva dal fatto che gli alberi più vecchi, tra i quali si riscontra un livello di mortalità sempre più elevato, vengono difficilmente sostituiti da nuovi arbusti, poiché i semi di Boswelia faticano a sopravvivere e a dare vita a nuovi esemplari. La dispersione dei semi sarebbe dovuta ad una presenza sempre maggiore di bestiame, che viene lasciato pascolare liberamente nelle zone interessate.
A parere degli studiosi, saranno urgentemente necessari nuovi incentivi per poter proseguire nella ricerca delle soluzioni necessarie ad arginare il rischio d’estinzione degli alberi della specie in questione, se si desidera mettere in salvo non soltanto la produzione di incenso, ma soprattutto la biodiversità delle zone del pianeta la cui vegetazione, caratterizzata dalla presenza di alberi appartenenti alla specie Boswelia, rischia di scomparire.
Marta Albè
 

Tratto da: http://www.greenme.it

domenica 25 settembre 2011

L’effetto dei pensieri e degli stati d’animo sulla nostra salute.




I pensieri e le emozioni si scaricano immediatamente sul corpo. La prima struttura fisica a manifestarli è la muscolatura Quando però gli stati d’animo negativi diventano permanenti, essi creano irrigidimenti muscolari cronici che modificano stabilmente la nostra forma corporea

I pensieri e le emozioni si scaricano immediatamente sul corpo.
La prima struttura fisica a manifestarli è la muscolatura, che si contrae facendoci assumere una mimica facciale e corporea caratteristica: basti pensare come la gioia o la rabbia si imprimano inconfondibilmente sulla nostra espressione corporea. Quando però gli stati d’animo negativi diventano permanenti, essi creano irrigidimenti muscolari cronici che modificano stabilmente la nostra forma corporea, dando origine talvolta anche a dolori ed eccessive compressioni sulle articolazioni.
Le persone timorose di sbagliare tengono le spalle sollevate come se si dovessero proteggere, le persone timide e introverse tendono ad assumere posizioni raccolte, i depressi si incurvano sotto il peso della vita e così via. Il corpo fisico dunque assorbe fin che può, poi gli stati d’animo negativi si scaricano sugli organi creando vari disturbi:
l’ansia per esempio ricade sul sistema digerente ed in particolare sullo stomaco, creando gastrite, colite, spasmi ed acidità fino all’ulcera duodenale;
la rabbia si scarica su fegato e cistifellea creando tensioni alle vie biliari fino alla formazione di calcoli, a tutto questo si aggiunge l’effetto dello stress sul cuore e sulla pressione arteriosa.
La depressione poi è sempre deleteria, poiché trasmette un messaggio di scoraggiamento al sistema immunitario, che è quell’esercito di cellule (i globuli bianchi) che ci devono proteggere e difendere: se c’è grande disperazione si aprono le porte alle malattie più gravi e mortali (il corpo manifesta la volontà della coscienza che non ha più voglia di vivere). Se abbiamo molta aggressività repressa e siamo in preda a  forti conflitti con noi stessi il sistema immunitario può intraprendere una guerra civile e rivoltarsi contro di noi generando alcune tipiche malattie dette appunto autoimmuni (dalla psoriasi, vitiligine ed altre malattie dermatologiche sino all’artrite reumatoide e al lupus).
L’eccessiva insofferenza ed intolleranza fanno accumulare forti tensioni che, se non sfogate, possono liberarsi scatenando il sistema immunitario contro pollini e alimenti, creando varie tipologie di allergie. Per ciò che riguarda le malattie ereditarie la risposta c’è, ne parleremo sul prossimo numero. Ed i piccoli incidenti come le cadute che causano traumi e fratture? Spesso non sono casuali ma il risultato di periodi di eccessiva stanchezza, dove siamo così obbligati a riposarci per forza, oppure esprimono un tentativo inconscio di ricevere affetto ed attenzioni dalle persone a cui vogliamo bene e con le quali non riusciamo a comunicare.
La malattia può addirittura diventare un modo per difenderci dalle pretese e dall’aggressività degli altri, o per venire meglio accettati: tutti sono infatti più disponibili  e tolleranti di fronte ad un malato. Potremmo ancora continuare a lungo, ma già è chiaro che, per mantenersi in buona salute è assolutamente indispensabile una profonda serenità con se stessi e con il mondo.  
 
Dr. Luigi Torchio

Tratto da: www.naturopataonline.org